La Festa della Tratta ideata e seguita da Gennarino Mazzanti con il patrocinio delle istituzioni e la supervisione dei direttori dell’Azienda Autonoma di Soggiorno di Fano, Silvano Magi e Guido Vardabasso. Nel 1969 ha avuto inizio la prima Festa della Tratta. Cessata dopo ventiquattro anni per incapacità politica e negligenza delle categorie del settore turistico locale. Ripresa nel 2011 con altrettanto successo da Malarupta.

La “Tratta” una pesca antica come il mare.

La tratta o sciabica è un tipo di pesca a strascico che si pratica dalla riva in bassi fondali sabbiosi. Per la sua semplicità è conosciuta fin dall’antichità come dimostrano pitture tombali egizie, ceramiche fenicie, cartaginesi e greche; sicuramente anche la pesca miracolosa dei vangeli veniva effettuata con un tipo di rete simile alla tratta. Per le asperità acquitrinose, per i pericoli delle scorrerie dei pirati e dei predoni del mare gli abitanti rimanevano in collina dedicandosi all’agricoltura. Man mano che le coste diventavano più sicure ed ospitali la popolazione scese dalle colline verso il mare e, vinta la paura iniziale, cominciò a conoscerlo e a dedicarsi alla pesca, procurandosi così un’altra fonte di sussistenza anche se più dura e pericolosa dell’agricoltura.  Il nucleo di persone che si stabilì vicino alla costa si dedicò alla pesca della tratta impiegando tutti i componenti della famiglia, donne e ragazzi. Fino agli anni settanta erano molte le tratte professionali e sportive che occupavano fin dalle prime luci dell’alba tratti di spiaggia da Marotta a Torrette con battelli, batane e mosconi, attorniati dalla curiosità di turisti italiani e stranieri.  Vedere nelle belle mattinate con spiagura di mare apparire il sole gigante all’orizzonte, branchi di sarde, alici e di aguglie che solcano la superficie come improvvise brezze di vento, i cefali che saltano in mezzo ai raggi bassi del sole: uno spettacolo unico ed indimenticabile. Una fila di galleggianti distesi a ferro di cavallo che a passi cadenzati della ciurma con il “croc” (fascia di rete messa a tracolla agganciata alla corda per tirare a riva la rete) si avvicinano e si restringono fino a riva, il vociare del capotratta che incita a tenere la rete aderente al fondo per non fare uscire i pesci che si sono avvicinati a ridosso della riva. E infine la cova piena di azzurro scintillante rovesciata in goffe o sulla sabbia a pochi metri dal bagna-asciuga per la cernita delle varie specie di pesce. I granchi ributtati in acqua e i pesci ragno nascosti sotto la sabbia per evitare dolorose sorprese e “El paron”(il padrone della tratta) che vende il pescato. Gli sportivi allegri con il pesce da regalare agli amici o da arrostire a scottadito in riva al mare in compagnia di belle villeggianti che ringraziano con un sorriso e un sorso di vino. Spettacoli semplici e naturali che per vari motivi non gusteremo più. I bagnanti, in particolare stranieri, presi dall’interesse, dallo stupore e dalla curiosità di vedere uomini e donne attaccati ad una corda e piegati all’indietro a tirare a riva una rete, provavano a dare una mano ma erano solo tollerati poiché la tratta va tirata senza strappi. Ho suggerito all’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Fano nel 1968 con un dettagliato programma, l’intenzione di creare con gli ospiti un’ambiente di amicizia e di partecipazione, per festeggiare la pesca più antica del mondo, di equipaggiare le tratte sportive con ciurme esclusivamente straniere, e premiare difronte i giardini E. Faà di Bruno la tratta con il miglior pescato, arrostirlo in riva al mare da esperti pescatori e donne di mare e distribuirlo gratis a tutti. L’Azienda, un Ente altamente qualificato per la promozione e la ricezione turistica, nel 1969 ha dato il via alla prima “Festa della Tratta”.  Sempre con un ricco programma. Inizio previsto alle cinque del mattino dove, oltre alle tratte iscritte per la gara di pesca, se ne aggiungevano altre provenienti da località vicine, tutte con ciurme composte da turisti italiani e stranieri. Nel pomeriggio venivano offerti gratuitamente a tutti gli ospiti di Marotta spaghetti con sugo di vongole, arrostita di pesce di tratta cucinato da esperti pescatori, con un panino, una fetta di limone e un tovagliolo, il tutto bagnato dal vino delle nostre colline (negli ultimi anni per evitare sprechi e abusi, la distribuzione avveniva regolata da un prezzo promozionale). Sul palco le migliori orchestre locali e romagnole che suonavano musica e invitavano tutti a una festosa allegria.  A mezzanotte fuochi artificiali in riva al mare che illuminavano tutta Marotta e che volevano trasmettere un ringraziamento, un saluto ed un arrivederci. Una festa di fine agosto che anno dopo anno ha avuto sempre un crescente successo.  Anche la “Festa dell’Ospite” nata per i turisti di luglio ha avuto un grande gradimento. Erano anche occasioni per premiare gli ospiti più affezionati a Marotta.  I giornali locali e nazionali hanno scritto- “La festa della tratta è ormai una “classica” migliaia di turisti italiani e stranieri alla simpatica iniziativa “marinara” ventun “tratte” dal primo mattina. – “La Festa della Tratta di Marotta può ormai scriversi tra le manifestazioni estive di maggior rilievo di tutta la riviera marchigiana per l’alto indice di gradimento. Una folla trabocchevole di turisti le ha decretato un successo così strepitoso da sorprendere gli ottimisti più inveterati.” – “Oltre cinquemila piatti di pesce gratis a tutti gli ospiti di Marotta.” – anche “La Festa dell’Ospite” ha conseguito un successo senza precedenti per la grande affluenza di pubblico, per l’atmosfera di simpatia e di cordialità che ha regnato sovrana in ogni istante della manifestazione, per l’organizzazione perfetta in ogni particolare. Manifestazioni che ho seguito fino al 1992

G.M.