COMUNE DI FANO VIII Circoscrizione
DIPARTIMENTO MILITARE MARITTIMO DELL’ADRIATICO
Cerimonia di intitolazione di una piazzetta di Marotta
alla memoria di FULVIO GERVASI
Mercoledi’ 6 luglio 1988 Via D. Chiesa – MAROTTA
medaglia di bronzo al valor militare sul campo, generoso marinaio deceduto durante l’affondamento del sommergibile Scire’ il 10 agosto 1942

Antonio Trizzino in SETTEMBRE NERO” scrive: Si perde, nel 1942 anche lo Scire’, gia’ sfuggito un paio di volte a una fine che sembrava inevitabile. Nell’ottobre 1940, infatti lo Scire’ e’ segnalato al nemico mentre si avvicina alla rada di Gibilterra per sbarcarvi un gruppo di operatori di mezzi d’assalto, secondo quanto ha riferito il tenente di vascello Birindelli. Circa un anno dopo, il 3 dicembre 1941, mentre attraversa lo stretto di Messina, lo Scire’ e’ fermato, d’ordine dell’ammiraglio Barone, comandante navale della Sicilia, col pretesto di comunicazioni impellenti, che poi non sono affatto tali: lo si chiama per nome con segnali luminosi in chiare lettere, gli si ingiunge di fermarsi passando davanti il porto di Messina, si manda un motoscafo ad abbordarlo, non si tralascia insomma nulla che possa svelare i movimenti del sommergibile italiano più temuto dagli inglesi. Anche questa volta lo Scire’, partito da La Spezia, va a lanciare davanti ad Alessandria sei sommozzatori con tre mezzi d’assalto, e l’operazione e’ fissata per la notte del 17 dicembre 1941; ma il comandante del sommergibile, capitano di corvetta Valerio Borghese, ne sposta la data alla notte successiva. Ebbene: il giorno 18 dice l’ammiraglio Cunningham, diramai un segnale per avvertire la flotta che potremmo aspettarci, in condizioni atmosferiche tranquille, attacchi contro Alessandria mediante siluri”. L’impresa tuttavia riesce grazie all’audacia degli operatori italiani e il sommergibile Scire’ la fa franca per la seconda volta. Ma la terza volta non tornera’ alla base. Circa sei mesi dopo l’impresa di Alessandria, il sommergibile, che frattanto e’ passato al comando del capitano Zelich, riceve quest’ordine: Lo Scire’ partira’ da Lero il mattino del 6 agosto 1942; si portera’ in fondali di almeno cinquanta metri nelle acque di Caifa; emergera’ la sera del 10 a un miglio e mezzo da quel porto per la fuoruscita degli operatori; li attendera’ fino alle tre della notte, per poi rientrare alla base”. Si sa che le comunicazioni radiotelegrafiche non danno garanzia di sicurezza, perche’ normalmente intercettate e molto spesso decrittate. Nelle direzioni di maggior interesse per noi, riuscivamo ad intercettare quasi il cento per cento dei dispacci radiotelegrafici nemici, dice il generale Ame’, capo del nostro Servizio Informazioni Militari. Lo Intelligrnce Service non era certamente da meno. Il giorno 7 agosto si radiotrasmettono allo scire’ i risultati della ricognizione aerea sul porto di Caifa. Il giorno 9 si ripete la trasmissione, precisando che tra la diga principale e la diga Lee”, che recingono il porto palestinese, sono stati avvistati dall’alto otto piroscafi, quattro navi-cisterna, due incrociatori leggeri, tre cacciatorpediniere, due torpediniere e cinque navi di vigilanza: si aggiungono altri particolari sull’ubicazione delle singole unita’ tra il molo ovest, il molo mercantile e la banchina principale. Mezzo migliore di questo, apparentemente innocente non si potrebbe escogitare per portare il segreto a diretta conoscenza del nemico. Gli inglesi, che tengono d’occhio lo Scire’, lo avvistano la mattina del 10 a nord ovest di Caifa, ma lo lasciano proseguire. Alle sedici dello stesso giorno 10 il sommergibile, a nove miglia di distanza dal punto in cui a notte dovrebbe emergere per lanciare gli operatori e’ improvvisamente tempestato di bombe subacquee, da una delle torpediniere di stanza a Caifa, la Islay. Viene in superficie per vari danni riportati, ma la Islay lo finisce; lo Scire’ affonda con tutti gli uomini. Il sommergibile Scire’ trasportava assaltatori e siluri in zone di operazione. Siluro a lenta corsa o SLC. Mezzo d’assalto della marina italiana, impiegato durante la seconda guerra mondiale. Soprannominato maiale” era costituito da un siluro a motore lungo oltre sei metri, dotato di un piccolo motore elettrico. Lasciato in prossimita’ del bersaglio veniva guidato sull’obbiettivo da due piloti che, maschera subacquea alla bocca, vi montavano a cavalcioni. Poteva navigare in superficie o in immersione. Portava una testata di esplosivo di 300 Kg veniva attaccato alla chiglia delle navi nemiche dai piloti stessi. Imprese famose furono condotte contro le basi inglesi di Gibilterra e Alessandria d’Egitto dove sotto il comando dell’assaltatore Durand de La Penne vennero gravemente danneggiate le corazzate Queen Elisabeth e Valiant.

Sono intervenuti alla cerimonia di intitolazione:

Aldo Enzo Darvini, Sindaco di Fano

Franco Papili, Ammiraglio di Squadra – Comandante in Capo del Dipartimento Dell’Adriatico

La S. Messa è stata officiata da S.E. Mons. Mario Cecchini Vescovo di Fano, Fossombrone, Cagli, Pergola Don Benito Verdini

Moreno Zandri Pres.VIII Circ. del Comune di Fano

Il fratello Giuseppe Gervasi e famigliari

rappresentanti militari, civili e associazioni combattentistiche di tutta la Regione.

 
 
 

Onorato il marò Gervasi di Piero Grilli

Sommergibile SCIRE’