Nel 1910 il Commissario prefettizio di Mondolfo Malinverno, in una sua relazione a stampa diceva: “Vi è noto come in Marotta, mentre nel territorio compreso nel comune di Fano vanno continuamente sorgendo nuove costruzioni, sotto Marotta di Mondolfo, nulla di simile si verifica per gli alti prezzi dei terreni fabbricabili”. Fra le costruzioni sorte in quell’anno a Marotta di Fano, ricordiamo la magnifica villa, edificata dalla impresa Augusto Rossetti di Mondolfo per conto di un personaggio misterioso: Il Barone Alfonso De Kantuz Kubber, chiamato dai marottesi, per la sua barba: “el barbon”. La villa alta quattro piani, sormontata da un terrazzo, posta a pochi metri dalla riva, era visibile dal mare anche a grande distanza e particolare curioso aveva i vetri delle finestre colorati diversamente l’uno dall’altro. Vetri meravigliosi che andarono in frantumi per lo scoppio di una mina, gettata dal mare nel 1920. Il barone, che dicono fosse tedesco, conduceva una vita dispendiosa, era molto generoso con i pescatori, ed aveva alle sue dipendenze una numerosa servitù. Il suo cameriere, di nome Asdrubale, un giorno per vendetta o altro, pensò di dar fuoco al letto dove dormiva la cuoca, mettendole fra le coperte una scopa, precedentemente cosparsa di petrolio, accesa. La poveraccia se la cavò con gravi ustioni ed Asdrubale naturalmente finì in carcere. Il 24 maggio 1915, il giorno stesso della nostra entrata in guerra, le navi austriache fecero la loro apparizione di fronte a Marotta bombardando la ferrovia vicino al Ponte Cesano. Il 27 luglio 1917, navi austriache cannoneggiarono Marotta colpendo il magazzino della stazione. Fortunatamente non si ebbero vittime, anche perché arrivò il treno blindato adibito alla difesa costiera, alla vista del quale le navi si allontanarono. S’incominciò a vociferare che dalle finestre colorate del palazzo del “barbon” per mezzo di lumi messi e tolti dietro i vetri partivano delle misteriose segnalazioni dirette a sommergibili austriaci in attesa . Il Kubber sospettato di spionaggio fu arrestato. Non sappiamo se l’imputazione sia stata provata o no e se egli in conseguenza sia stato condannato. Il fatto fece scalpore, persone degne di fede ci dichiararono che ne parlò anche L’illustrazione Italiana del tempo riproducendo la fotografia della villa e negli Stati Uniti il giornale Il Progresso Italo-Americano. ADALCISO RICCI ., Marotta. Appunti di storia e di cronaca, Ancona, 1948