Marotta (prov. PU; ab. 15.000 circa) si estende sul litorale Adriatico, tra i fiumi Cesano e Metauro. E’ composta da quattro quartieri: Piano Marina, S. Giuseppe, S. Giovanni e Ponte Sasso. E’ divisa in tre frazioni, una appartenente al Comune di Fano, una a quello di Mondolfo e una piccola parte a quello di San Costanzo. Ha due parrocchie: S. Giovanni facente parte della Diocesi di Fano e S. Giuseppe appartenente alla Diocesi di Senigallia.

Il nome, secondo alcuni storici, deriva dalla sconfitta (mala-rupta o Mauri rupta) subita dai cartaginesi di Asdrubale nel 207 a.C ad opera delle legioni romane condotte dai Consoli Livio Salinatore e Claudio Nerone. Il territorio ha continuato ad essere un luogo di transito di popoli e scontro di numerosi eserciti, che ne hanno segnato la storia. Nella pianura di Marotta infatti, sono stati rinvenuti molti reperti archeologici e testimonianze di popoli e culture antichissime. Per secoli la costa e’ stata difesa dalle invasioni provenienti dal mare con la creazione di punti di guardia e difesa come la Bastia alla sinistra del fiume Cesano, la Marotta Osteria e la Porta di Ferro

Lapide confinaria

Lapide confinaria di marmo posta da Paolo III nel 1544 misura cm 71 di altezza m 1,27 di larghezza e cm 29 di spessore.

Il confine che divide i due comuni e le due diocesi, e’ stato posto da Paolo III nel 1544 a causa della contesa per il possesso della Marotta Osteria da parte dei comuni di Fano e di Mondolfo. Documenti d’archivio ci danno interessanti notizie. In uno di questi si legge: ” presso l’osteria di Mondolfo, nel luogo in cui un tempo era eretta la chiesetta di S. Maria detta la Picciolella ed ora, a causa del passar del tempo in rovina, si porra’ una pietra confinaria a lato della strada che parte dal mare e va verso la collina passando davanti alla locanda.” In un cabreo del 1761 sono rappresentate in maniera molto chiara la chiesetta, la pietra confinaria e l’osteria di Marotta. In seguito, nel catasto pontificio del 1818, mentre l’osteria e’ ancora in evidenza, non si ha più traccia della chiesetta. La pietra confinaria con un’iscrizione latina su un lato, e’ tuttora esistente; questa separazione e’ rimasta da 5 secoli la stessa.

La Bastia

Stampa del 1600

La Bastia era una costruzione situata su una ripa in prossimita’ del ponte sul fiume Cesano, all’incrocio tra l’attuale Via Cesanense che sale a Mondolfo e la Statale Adriatica che collega Fano a Senigallia. Nel tempo e’ stata adibita a vari usi: nata come fortificazione, divenne comune agricola intorno al 1473 e quindi fornace. Nel XVII sec. riacquistò la sua funzione di posto di guardia fortificato per difendere la costa marchigiana dello Stato Pontificio dalle scorrerie delle compagnie di ventura e dei corsari, che saccheggiavano le barche dei pescatori e quelle di piccolo cabotaggio per il trasporto di merci e persone. La costruzione viene cosi’ ricordata in un documento risalente al pontificato di papa Clemente XI ” Torre di Bastia, e’ armata con sei moschettoni et e’ guardata da otto soldati a piedi di Mondolfo”. Dalle robuste fondazioni e’ sorta una nuova costruzione e della bastia e’ rimasto solo il nome di una strada nei pressi della costruzione. Nelle vicinanze della Bastia spesso Turchi e corsari raggiungevano la costa depredando, prendendo in ostaggio ed uccidendo gli abitanti della zona: in ricordo di questi eventi il luogo, alla foce di un piccolo ruscello, e’ stato chiamato il fosso dei Turchi.

La Marotta Osteria nata anch’essa nel 1400 e’ stata per secoli locanda e posto di guardia, un punto di ristoro e di sicurezza nel territorio. Nel XVII secolo la costruzione viene cosi’ menzionata nei documenti ” La Marotta e’ una casa, la quale serve per ricovero di otto soldati di milizia con un caporale, di S. Costanzo, Barchi et Orciano” ed in seguito divenne stazione di posta per il cambio dei cavalli e smistamento messaggeria (smistamento di corrispondenza per varie direttrici) fino ai primi del secolo scorso.

La Porta di Ferro

Fortificazione medioevale per esplorare il mare

La Porta di Ferro era una costruzione a tre piani, merlata, costruita nel 1400 fra il fiume Metauro e Marotta a 1 Km dal mare. “Porta di Ferro” perche’ la porta d’ingresso era rivestita esternamente di lamine di ferro. Fu costruita per controllare il mare e prevenire gli sbarchi dei corsari; difendere le persone e gli armenti dalle compagnie di ventura e dalle bande brigantesche.

Pesca della Tratta

Pesca della Tratta (Sciabica)

Quando, con il passare dei secoli, la costa divenne piu’ sicura dai predoni provenienti dal mare, comincio’ ad essere abitata da genti provenienti dalle vicine colline, che crearono un piccolo villaggio di pescatori. Questi, come mezzo di sostentamento presero a praticare e sviluppare vari modi di pesca tra i quali la “tratta “. Nel tempo gli abitanti sono cresciuti e anche le attivita’ marinare sono aumentate e mutate: il mare e’ sempre stato una fonte di lavoro e di guadagno.

 

Re Vittorio Emanuele II

Vittorio Emanuele II Re d’ Italia

Marotta ha avuto ospiti da sempre anche Vittorio Emanuele II Re d’Italia la scopri come territorio di caccia e di piacevole svago. Allora non esisteva il concetto di ferie o vacanze, vi si soggiornava soprattutto per esigenze di salute: per respirare aria marina con la quale, su ordine del medico, si curavano diverse patologie. Gli ospiti venivano alloggiati dalle famiglie perche’ non esistevano alberghi. Attratti dalle bellezze del luogo, tornarono sempre più numerosi costruendo case e ville.

Bagnanti in spiaggia

Bagnanti in spiaggia

E’ dal 1910 che i giornali nazionali si interessano di Marotta: “localita’ balneare di buona spiaggia”, nel 1922: “Marotta un interessante centro di soggiorno marino”. Il Locchi nel 1934 in una pubblicazione- la Provincia di Pesaro ed Urbino- scrive: “Oggi Marotta e’ una stazione di buona rinomanza ed e’ in pieno sviluppo, e’ frequentatissima ed e’ preferita da una numerosa colonia di bagnanti che alla cura del mare desiderano accoppiare quiete, tranquillita’ e modicita’ di prezzi”. Nel 1948 Ricci in ” Marotta appunti di storia e di cronaca”:…” e’ frequentata da milanesi, romani, umbri e da gente che ama la quiete, il viver beato senza esigenze, vi trovate; la Chiesa, la Posta e il Telegrafo, la Banca, l’Acquedotto, il Medico- dentista, la Levatrice, la Farmacia e negozi per i principali rifornimenti”.

Panorama

Panorama del litorale marottese

Oggi Marotta continua ad essere una localita’ turistica molto rinomata, con le sue moderne strutture ricettive e’ tra le piu’ interessanti della costa adriatica. Oltre la pesca, settore molto importante, e’ ricca di altre attivita’ commerciali e produttive, grazie alla volonta’ e capacita’ di tutte le categorie che operano nel territorio.

Dal 1939 i marottesi chiedono di essere uniti sotto una unica amministrazione.Nel 1948 lo storico marottese A.Ricci in “Marotta appunti di storia edi cronaca” scrive: ” deve essere risolta la situazione davvero paradossale di un paese diviso in due comuni : una strada divide Marotta di Fano da quella di Mondolfo. Praticamente quindi, la popolazione e’ costretta a ricorrere a tre diverse amministrazioni per il disbrigo delle pratiche, per il pagamento delle tasse che naturalmente differenziano da Comune a Comune, come ad esempio la tassa di soggiorno che fu pagata in Marotta di Fano e non in quella di Mondolfo, ed attualmente anche per il ritiro dei generi di tesseramento che differenziano per razione e prezzo e giorni di distribuzione”. Continua citando molte altre assurdita’ tra le quali l’opposizione da parte dei comuni, alla costruzione del cimitero. Gia’ nel 1926 il Branchini nelle ” Memorie storiche di Caminate” scrive: ” Anche Marotta ha le sue necessita’ che meritano d’essere tenute in considerazione. Tra queste la prima e’ il Cimitero, luogo sacro persino ai pagani.

Ancora oggi il confine che divide la cittadina e’ fonte di grande disagio. Per questa inspiegabile e curiosa situazione Marotta viene chiamata “LA BERLINO DELL’ ADRIATICO”.