Marotta – (prov. P.U; ab. 15.000) si estende sul litorale Adriatico tra i fiumi Cesano e Metauro ed è composta da quattro quartieri: Piano Marina, San Giuseppe, San Giovanni e Ponte Sasso appartenente al comune di Fano, ha due Parrocchie: San Giovanni facente parte della Diocesi di Fano e San Giuseppe appartenente alla Diocesi di Senigallia.

Frammenti di storia – Marotta, una pianura alla sinistra del fiume Cesano ai tempi dei Galli si chiamava campagna di Sena o campi senoni, poi Piano di Assiano ma ne ignoriamo la ragione, poi campo Mavorzio a seguito della sanguinosa battaglia contro i Galli. Alcuni storici affermano che una parte della battaglia del Metauro tra l’esercito cartaginese di Asdrubale, fratello di Annibale, accampato alla sinistra del fiume Cesano e i romani, sia avvenuta nella piana tra il Cesano e il Metauro.  Marotta, da Malarupta brutta rotta, come alcuni storici affermano, ha visto molte fasi storiche, abitata dai romani come testimoniano numerosi reperti e luogo di transito di popoli e scontro di numerosi eserciti e da Pirati e Corsari che ne hanno segnato la storia. 

In tempi più recenti con la strada costiera, le diligenze Bologna – Roma, le veloci corriere postali e le diligenze di Mondolfo, Mondavio, Pergola e altre località dell’interno si fermavano a “La Villa” di Marotta (Marotta Osteria) protetta con milizie locali, con osteria, alloggio e cambio dei cavalli e dalla caserma dei Doganieri Pontifici (ex caserma della Guardia di Finanza) di alcune case di pescatori e case coloniche vicino all’osteria. 

Per secoli la costa è stata difesa dalle invasioni provenienti dal mare con la creazione di punti di guardia e difesa come la Bastia alla sinistra del fiume Cesano, la Marotta Osteria e la Porta di Ferro. Nei documenti del XVII secolo, la costruzione del 1400 viene così menzionata “la Marotta è una casa, la quale serve per ricovero di otto soldati di milizia con un caporale, di San Costanzo, Barchi et Orciano”.

 L’osteria dove si vendeva il vino, Marotta vecchia, come la chiamavano i marottesi era ormai fuori mano perché il paese si sviluppava tra la ferrovia e il mare. La grossa costruzione a due piani di proprietà del comune di Mondolfo non dichiarata monumento nazionale, danneggiata dal terremoto del 1924 venne completamente abbattuta e trasformata in villetta privata, con i numerosi mattoni rimasti sono stati costruiti tre villini in viale Carducci. 

Don Alberto Renzoni parroco della chiesa di San Giovanni, si è interessato per l’apertura di un asilo infantile a Marotta nel villino ricavato dalla Vecchia Osteria e affidato alle Maestre Pie Venerini. L’asilo, aperto il 10 ottobre 1932 in via Vecchia Osteria tuttora esistente, è ancora gestito dalle Maestre Pie Venerini. 

Con il treno e le automobili, imitando Fano e Senigallia, Marotta ha avuto un forte sviluppo turistico. Dai primi ospiti bisognosi di aria di mare, a una numerosa colonia di bagnanti.

Lapide confinaria

Lapide confinaria di marmo posta da Paolo III nel 1544

Il confine che divide le due diocesi è stato posto da Paolo III nel 1544 a causa della contesa per il possesso della Marotta Osteria da parte del comune di Fano e di Mondolfo. Documenti d’archivio ci danno interessanti notizie. In uno di questi si legge: “presso l’osteria di Mondolfo, un luogo in cui un tempo era eretta la chiesetta di S. Maria detta la Picciolella ed ora, a causa del passar del tempo in rovina, si porrà una pietra confinaria al lato della strada che parte dal mare e va verso la collina passando davanti alla locanda”. In un cabreo del 1761 sono rappresentate in maniera molto chiara la chiesetta, la pietra confinaria e l’osteria di Marotta. In seguito, nel catasto pontificio del 1818 mentre l’osteria è ancora evidente, non si ha più traccia della chiesetta. La pietra confinaria con un’iscrizione latina su un lato, è tuttora esistente; questa separazione è rimasta da 5 secoli la stessa. La pietra confinaria di marmo misura 71 cm di altezza m. 1,27 di larghezza cm. 29 di spessore.

La Bastia

Stampa del 1600

La Bastia era una costruzione situata su una rupe in prossimità del ponte sul fiume Cesano, all’incrocio tra l’attuale via Cesanense che sale a Mondolfo e la Statale Adriatica che collega Fano a Senigallia. Nel tempo è stata adibita a vari usi: nata come fortificazione, divenne comune agricola intorno al 1473 e quindi fornace. Nel XVII sec. riacquistò la sua funzione di posto di guardia fortificato per difendere la costa marchigiana dello Stato Pontificio dalle scorrerie delle compagnie di ventura, dai corsari e dai pirati, che saccheggiavano le barche dei pescatori e quelle di piccolo cabotaggio per il trasporto di merci e persone. La costruzione viene così ricordata in un documento risalente al pontificato di papa Clemente XI “la torre di Bastia è armata con sei moschettoni et è guardata da otto soldati a piedi di Mondolfo”. Dalle robuste fondazioni è sorta una nuova costruzione e della Bastia è rimasto solo il nome di una strada nei pressi della costruzione. Nelle vicinanze della Bastia spesso i pirati Turchi raggiungevano la costa depredando, prendendo in ostaggio e uccidendo gli abitanti della zona: in ricordo di questi eventi abbiamo ancora, (da un grosso fossato), un piccolo sfogo in mare che si chiama “Fossaccio dei Turchi”.

La Marotta Osteria nata anch’essa nel 1400 e’ stata per secoli locanda e posto di guardia, un punto di ristoro e di sicurezza nel territorio. Nel XVII secolo la costruzione viene cosi’ menzionata nei documenti ” La Marotta e’ una casa, la quale serve per ricovero di otto soldati di milizia con un caporale, di S. Costanzo, Barchi et Orciano” ed in seguito divenne stazione di posta per il cambio dei cavalli e smistamento messaggeria (smistamento di corrispondenza per varie direttrici) fino ai primi del secolo scorso.

La Porta di Ferro

Fortificazione medioevale per esplorare il mare

La Porta di Ferro era una costruzione a tre piani, merlata, costruita nel 1400 a tre chilometri a nord della Marotta Osteria (tra Ponte Sasso e Torrette) e a un chilometro dal mare. “Porta di Ferro” perché la porta d’ingrasso era rivestita esternamente di lamine di ferro. Fu costruita per controllare il mare e prevenire gli sbarchi dei corsari e dei pirati e per difendere le persone e gli armenti dalle compagnie di ventura. Dopo vari adattamenti e modifiche è ancora esistente.

Pesca della Tratta

Pesca della Tratta (Sciabica)

 

 

 

 

Quando, con il passare dei secoli, la costa divenne più sicura dai predoni provenienti dal mare, cominciò ad essere abitata da genti provenienti dalle vicine colline che crearono un piccolo villaggio di pescatori. Questi come mezzo di sostentamento presero a praticare e sviluppare vari modi di pesca tra i quali la più antica, la Tratta. Nel tempo gli abitanti sono cresciuti e anche le attività marinare sono aumentate e mutate: il mare è sempre stato una fonte di lavoro e di guadagno.

 

Re Vittorio Emanuele II

Vittorio Emanuele II Re d’ Italia

Marotta ha avuto ospiti da sempre anche Vittorio Emanuele II Re d’Italia la scopri come territorio di caccia e di piacevole svago. Allora non esisteva il concetto di ferie o vacanze, vi si soggiornava soprattutto per esigenze di salute: per respirare aria marina con la quale, su ordine del medico, si curavano diverse patologie. Gli ospiti venivano alloggiati dalle famiglie perche’ non esistevano alberghi. Attratti dalle bellezze del luogo, tornarono sempre più numerosi costruendo case e ville.

Bagnanti in spiaggia

Bagnanti in spiaggia

E’ dal 1910 che i giornali nazionali si interessano di Marotta: “localita’ balneare di buona spiaggia”, nel 1922: “Marotta un interessante centro di soggiorno marino”. Il Locchi nel 1934 in una pubblicazione- la Provincia di Pesaro ed Urbino- scrive: “Oggi Marotta e’ una stazione di buona rinomanza ed e’ in pieno sviluppo, e’ frequentatissima ed e’ preferita da una numerosa colonia di bagnanti che alla cura del mare desiderano accoppiare quiete, tranquillita’ e modicita’ di prezzi”. Nel 1948 Ricci in ” Marotta appunti di storia e di cronaca”:…” e’ frequentata da milanesi, romani, umbri e da gente che ama la quiete, il viver beato senza esigenze, vi trovate; la Chiesa, la Posta e il Telegrafo, la Banca, l’Acquedotto, il Medico- dentista, la Levatrice, la Farmacia e negozi per i principali rifornimenti”.

Panorama

Panorama del litorale marottese

Oggi Marotta continua ad essere una localita’ turistica molto rinomata, con le sue moderne strutture ricettive e’ tra le piu’ interessanti della costa adriatica. Oltre la pesca, settore molto importante, e’ ricca di altre attivita’ commerciali e produttive, grazie alla volonta’ e capacita’ di tutte le categorie che operano nel territorio.